Chilometro zero

Solidali con il produttore

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Con commercio equo e solidale o semplicemente commercio equo (fair trade in inglese) si intende quella forma di attività commerciale, nella quale l'obiettivo primario non è soltanto la massimizzazione del profitto, ma anche la lotta allo sfruttamento e alla povertà legate a cause economiche, politiche o sociali.

Le regole ( da Wikipedia)

 

Il commercio equo-solidale interviene creando canali commerciali alternativi (ma economicamente sostenibili) a quelli dominanti, al fine di offrire degli sbocchi commerciali a condizioni ritenute più sostenibili per coloro che producono.

I principali vincoli da osservare per entrare nel circuito del commercio equo solidale sono i seguenti:

divieto del lavoro minorile

impiego di materie prime rinnovabili

spese per la formazione/scuola

cooperazione tra produttori

creazione, laddove possibile, di un mercato interno dei beni prodotti.

Gli acquirenti ( diretti o centrali di importazione) dei paesi ricchi, si assumono impegni quali:

Prezzi minimi garantiti (determinati in accordo con gli stessi produttori; il prezzo corrisposto deve permettere una vita dignitosa ai produttori, permettere investimenti nel campo sociale e far sì che la produzione sia ambientalmente sostenibile)

 

Schiavi in Italia

 

Dalla raccolta delle arance a Rosarno, a quella dei pomodori in sicilia il lavoro nero riduce in schiavitù oggi, nel 2012 nel nostro paese.